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Detrazioni familiari a carico 730:
a chi spettano e a quanto
ammontano
Sapevi che puoi avere richiedere le detrazioni per i familiari a carico online?

Le detrazioni familiari a carico sono quelle che puoi richiedere per tuo marito, tua moglie, i tuoi figli e altri familiari conviventi. Scopri chi ne ha diritto e quanto si risparmia.

Cosa sono le detrazione per i familiari a carico?

Le detrazioni familiari a carico sono quelle che puoi richiedere per i coniugi, i figli e i familiari conviventi elencati in un articolo del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR – Articolo 12). Non preoccuparti, non dovrai leggerlo: in questa guida trovi tutto quello che c’è da sapere su questo tema con le informazioni più aggiornate, spiegate con un linguaggio semplice.

Chi sono i familiari a carico?

Il familiare a carico può essere:

  • il coniuge
  • i discendenti, ovvero figlie e figli naturali, riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati, senza vincoli rispetto alla loro età.

Tra i familiari a carico possono rientrare anche ex-coniuge, nipoti, padre e madre, nonni e nonne, fratelli e sorelle, generi e nuore, suoceri e suocere. Per essere considerate “a carico”, queste persone non devono superare alcuni limiti di reddito che ti indicheremo a breve.

Quali sono i limiti di reddito per essere considerati familiari a carico?

La condizione necessaria per richiedere la detrazione per i familiari a carico è che questi ultimi abbiano percepito redditi non superiori ad un certo limite nel corso dell’anno a cui si riferisce la dichiarazione.

Nello specifico:

  • i figli sotto i 24 anni d’età devono aver ricevuto redditi pari o inferiori a 4.000 euro. Eventuali deduzioni riguardanti l’abitazione principale e le relative pertinenze (come garage e ripostigli) non devono essere considerate.
  • i redditi degli altri familiari a carico non devono superare i 2.840,51 euro, sempre non considerando le eventuali spese deducibili.

Per capire se è stato raggiunto il limite massimo di reddito per i familiari a carico dovrai considerare:

  • i compensi da lavoro dipendente e autonomo
  • i redditi d’impresa
  • le entrate che derivano dall’affitto di terreni e fabbricati
  • i canoni di affitto delle abitazioni soggetti al regime sostitutivo della cosiddetta “cedolare secca”.

Focus fiscale: la cedolare secca è una “tassazione alternativa” che può essere scelta da chi affitta un’abitazione per avere un risparmio sulle tasse da pagare.

A chi spettano le detrazioni per i familiari a carico?

Come abbiamo detto, puoi richiedere la detrazione familiari a carico per i seguenti soggetti, a patto che vivano sotto lo stesso tetto di chi richiede la detrazione:

  • Coniuge (purché la coppia non sia legalmente separata o divorziata)
  • discendenti di primo grado, ovvero le figlie e i figli naturali, riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati, senza vincoli rispetto alla loro età
  • ex-coniuge (a seguito di una separazione o di un divorzio legalmente effettivo)
  • nipoti (discendenti di secondo grado)
  • padre e madre (sia naturali che adottivi)
  • nonni e nonne
  • fratelli e sorelle (anche unilaterali, ovvero che condividono solo il padre o la madre)
  • generi e nuore
  • suoceri e suocere.

Buono a sapersi: per le categorie principali di familiari a carico, ovvero il coniuge, i figli e le figlie, la detrazione ti spetta anche se questi non convivono con te, e anche se abitano in un paese estero. Al contrario, è necessario che le altre categorie di familiari a carico vivano nella tua stessa abitazione perché tu possa chiedere la detrazione.

Come si calcolano le detrazioni per i familiari a carico?

Vale sempre la regola del limite massimo di reddito (4.000 euro per figli sotto i 24 anni e 2.840,51 euro per tutti gli altri familiari, comprese le somme che questi possono portare in deduzione).

Quanto si può detrarre per il coniuge a carico?

Si considera coniuge a carico:

  • il marito o la moglie che non siano legalmente separati o divorziati
  • l’altra parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso.

Il coniuge può vivere nella stessa casa o in una diversa, nella medesima città o altrove, anche all’estero; se nell’anno fiscale di riferimento ha percepito un reddito pari o inferiore a 2.840,51 euro, sarà comunque considerato a carico.

Ci sono casi in cui il coniuge è a carico solo per una parte dell’anno fiscale di riferimento.

  • Matrimonio avvenuto nel corso dell’anno: se una coppia si sposa il 30 giugno, ad esempio, lo status di coniuge a carico scatta solo per i 6 mesi successivi. La detrazione spetterà di conseguenza solo per quei 6 mesi.
  • Separazione legale ed effettiva, scioglimento o annullamento del matrimonio o cessazione dei suoi effetti civili durante l’anno: come sopra – per calcolare la detrazione bisogna considerare solo i mesi precedenti il cambio di stato.
  • Decesso: anche in questo caso, ai fini del calcolo occorre considerare solo i mesi in cui il marito o la moglie erano ancora in vita.

L’importo della detrazione per coniuge a carico, e quindi la somma che si può scaricare dalle tasse, è di:

  • 800 euro se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;
  • 690 euro se è tra i 15.000 euro e gli 80.000 euro.

Inoltre, la stessa detrazione aumenta:

  • di 10 euro quando il reddito complessivo supera i 29.000 euro, ma non va oltre i 29.200 euro
  • di 20 euro se è tra 29.200 euro e 34.700 euro
  • di 30 euro quando è superiore a 34.700 euro ma inferiore a 35.000 euro
  • di 20 euro se supera i 35.000 euro ma non arriva a 35.100 euro
  • di 10 euro se è tra 35.100 e 35.200 euro.

Quanto si può detrarre per i figli a carico?

Qualsiasi discendente di primo grado può essere a carico: figlie e figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati. La detrazione viene calcolata a prescindere da:

  • età (pur rimanendo fermo il tetto massimo di reddito di 4.000 euro fino a 24 anni, e di 2.840,51 euro dai 24 anni in poi)
  • convivenza (figlie e figli a carico possono anche risiedere in un’altra casa o all’estero).

Sono invece condizioni rilevanti per la detrazione e il suo calcolo:

  • il reddito del genitore
  • il fatto che il figlio a carico abbia un’età inferiore o superiore a 3 anni
  • un’eventuale condizione di disabilità del figlio a carico
  • Il numero dei figli (come vedremo la legge garantisce un’agevolazione maggiore per le famiglie numerose).

Per spiegarti meglio i singoli casi e quanto puoi ricevere con queste detrazioni, facciamo alcuni esempi.

Caso 1 - Detrazione figli a carico per famiglie non numerose (da 1 a 3 figli)

Figli con età inferiore a 3 anni

  • Detrazione base: 1.220 euro per figlio/a
  • Detrazione in caso di disabilità certificata: 1.620 euro per figlio/a

Figli dai 3 anni in su

  • Detrazione base: 950 euro per figlio/a
  • Detrazione in caso di disabilità certificata: 1.350 euro per figlio/a

Caso 2 - Detrazione figli a carico per famiglie numerose (da 4 figli in su)

Figli con età inferiore a 3 anni

  • Detrazione base: 1.420 euro per figlio/a
  • Detrazione in caso di disabilità certificata: 1.820 euro per figlio/a

Figli dai 3 anni in su

  • Detrazione base: 1.150 euro per figlio/a
  • Detrazione in caso di disabilità certificata: 1.550 euro per figlio/a

Agevolazioni extra per figli a carico

  • Per ogni figlio disabile è prevista una detrazioni aggiuntiva di 400 euro, aumentata a 800 euro dalla Legge di Bilancio 2020.
  • Le famiglie con almeno 4 figli hanno diritto a una detrazione ulteriore di 1.200 euro: in questo caso il bonus è unico (non aumenta all’aumentare del numero di figli).

Nota bene: quelli sopra riportati sono valori teorici. La detrazione effettiva diminuisce all’aumentare del reddito. In aggiunta considera che il Governo sta per cambiare le modalità di calcolo della detrazione per figli a carico, e introdurrà un assegno unico il cui importo è in fase di definizione.

Come si divide la detrazione per figli a carico tra i genitori?

Le detrazioni per i figli a carico sono generalmente divise al 50% tra genitori non legalmente ed effettivamente separati, a meno che questi non decidano, di comune accordo, di attribuire la detrazione alla persona con reddito complessivo più alto.

Gli altri casi sono elencati di seguito.

  • Nel caso di separazione legale ed effettiva, di annullamento del matrimonio oppure di divorzio, la detrazione figli a carico spetta al genitore affidatario, a meno che non ci sia un accordo di diversa natura.
  • Se i genitori sono separati con affidamento congiunto o condiviso, è possibile ripartire la detrazione tra i genitori nella misura del 50%, a meno che accordi diversi non attribuiscano per intero la detrazione al genitore che ha il reddito maggiore.
  • Se uno dei genitori non ha redditi e dunque non godrebbe di nessun beneficio, il 100% della detrazione andrà al genitore che ha un reddito, indipendentemente dall’ammontare di questo.

L’ultimo scenario riguarda i genitori naturali non sposati.

  • In caso di affidamento congiunto dei figli è applicabile quanto già previsto nel caso di genitori separati.
  • Se invece l’affidamento è esclusivo si applicano le regole previste per i genitori coniugati.
  • Un caso particolare è quello del figlio a carico della madre, successivamente sposata con una persona diversa dal padre naturale: in assenza di un provvedimento per il riconoscimento – e quindi nel caso dell’adozione – la detrazione spetta esclusivamente alla madre, anche se non può fruirne per incapienza.

Quanto si può detrarre per gli altri familiari a carico?

Oltre al coniuge e ai figli, possono essere familiari a carico i seguenti soggetti conviventi, a condizione che abbiano il reddito non superiore a 2.840,51 euro che ti abbiamo citato piú volte:

  • ex-coniuge (a seguito di una separazione o di un divorzio legalmente effettivo)
  • nipoti (discendenti di secondo grado)
  • padre e madre (sia naturali che adottivi)
  • nonni e nonne
  • fratelli e sorelle (anche unilaterali, ovvero che condividono solo il padre o la madre)
  • generi e nuore
  • suoceri e suocere.

Per ogni familiare a carico spetta una detrazione teorica di 750,00 euro, da ripartire tra coloro che hanno diritto alla detrazione; è teorica poiché spetta solo per una parte del reddito. Per calcolare quella effettiva, usa la formula:

750 x (80.000 – reddito complessivo*)
_____________________________

80.000

Il reddito complessivo va indicato al netto dell’abitazione principale e delle relative pertinenze, e comprende anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca.

Se il rapporto è inferiore o uguale a zero oppure uguale a 1, non spetta alcuna detrazione.
In tutti gli altri i casi, l’importo della detrazione è il risultato della formula.
Ad esempio, se il reddito complessivo pari a 30.000 euro il rapporto sarà:

750 x (80.000 – 30.000)
_____________________________

80.000

Il risultato è pari a 468,75 euro e corrisponde alla cifra che puoi detrarre dalle tasse.

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