Detrazioni Fiscali Ristrutturazioni 2020

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Cosa sono le detrazioni fiscali per la ristrutturazione?

Sotto l’etichetta Bonus Ristrutturazione 2020 rientrano una serie di importanti incentivi fiscali, di cui possono beneficiare sia le singole abitazioni che i condomìni e che non si limitano ai lavori di ristrutturazione in senso stretto.

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Cosa comprende il Bonus Ristrutturazione 2020?

In questa guida trovi tutte le agevolazioni dello Stato: dagli interventi antisismici a quelli di risparmio energetico, dalla riduzione dell’Iva alla detrazione degli interessi del mutuo per la ristrutturazione, dall’acquisto di immobili alla realizzazione e alla compravendita di posti auto.

Come funziona il Bonus Ristrutturazione 2020

 

Il Bonus Ristrutturazione ti consente di detrarre dall’Irpef parte delle spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio. Tradotto dal burocratese, puoi pagare meno imposte scaricando una percentuale dei costi di ristrutturazione della tua abitazione o di parti comuni in condominio.

  • • Dal 2012 la percentuale di detrazione è stata elevata al 50% (quella ordinaria ammontava al 36%) e il massimo di spesa detraibile a 96.000 euro (dai 36.000 euro originari).
  • • Il rimborso del 50% della spesa non avviene in un’unica soluzione, ma deve essere  suddiviso in 10 quote annuali di pari importo.

Salvo indicazioni diverse nella versione definitiva della legge di bilancio, la proroga della maggiore detrazione e dell’attuale tetto di spesa dovrebbe essere confermata anche per il 2020.

A chi spetta il Bonus Ristrutturazione 2020

 

Possono richiedere il Bonus Ristrutturazione tutti i cittadini soggetti al pagamento dell’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche):

  • • proprietari o nudi proprietari;

  • • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);

  • • intestatari di un contratto di locazione o di un comodato;

  • • soci di cooperative divise e indivise;

  • • imprenditori individuali, per gli immobili non catalogati come beni strumentali o merce;

  • • società semplici, società in nome collettivo, società in accomandita semplice e soggetti equiparabili,  imprese familiari che producono redditi in forma associata, sempre per immobili non catalogati come beni strumentali o merce.

Se pagano direttamente le spese e sono intestatari di bonifici e fatture, hanno diritto alla detrazione anche:

  • • il familiare convivente (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) del proprietario o del detentore dell’immobile ristrutturato;

  • • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;

  • • il componente dell’unione civile;

  • • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto di ristrutturazione né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016. 

 

Cosa succede se un immobile ha due proprietari, entrambi hanno pagato le spese di ristrutturazione ma la fattura e il bonifico sono intestati a uno solo di essi?

 

In questo caso la detrazione può essere richiesta anche dal soggetto non indicato nei documenti, a patto che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa che ha sostenuto.

 

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), chi acquista l’immobile ha diritto al Bonus Ristrutturazione se:

  • •  è stato immesso nel possesso dell’immobile;

  • •  paga personalmente i lavori;

  • • ha registrato il compromesso entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui vuole fare valere la detrazione. 

 

Non tutti i costi di ristrutturazione sono detraibili: per accedere al Bonus Ristrutturazione devi verificare che le spese che hai affrontato rientrino nell’elenco dei lavori ammessi.

 

Lo riportiamo di  seguito, insieme ad alcuni esempi concreti.

 

INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA

 

Ad esempio:

  • • installazione di ascensori e scale di sicurezza;

  • • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici;

  • • sostituzione di infissi esterni e serramenti/persiane con serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso;

  • • rifacimento di scale e rampe;

  • • recinzione dell’area privata;

  • • costruzione di scale interne.

INTERVENTI DI RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO

 

Ad esempio:

  • • interventi per l’eliminazione e la prevenzione di situazioni di degrado;

  • • adeguamento delle altezze dei solai entro le volumetrie esistenti;

  • • apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

 

INSTALLAZIONE DI IMPIANTI BASATI SU FONTI RINNOVABILI CON FINALITÀ DI RISPARMIO ENERGETICO

 

Ad esempio:

  • • installazione di pannelli solari per la produzione di energia elettrica.

 

Da sapere: per ottenere la detrazione, l’impianto deve essere installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, etc.). Questi interventi possono essere realizzati anche senza effettuare opere edilizie in senso stretto, acquisendo la documentazione che attesta il conseguimento del risparmio energetico previsto della normativa in vigore.

 

INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Ad esempio: 

  • • demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente;

  • • modifica della facciata;

  • • realizzazione di mansarde o balconi;

  • • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda;

  • • apertura di nuove porte e finestre;

  • • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti;

  • • costo dei materiali degli interventi di ristrutturazione realizzati in proprio.

 

INTERVENTI DI RICOSTRUZIONE O RIPRISTINO DI IMMOBILI DANNEGGIATI DA CALAMITÀ 

 

Ad esempio:

  • • interventi di ristrutturazione edilizia (vedi esempi al punto precedente);

  • • altri lavori, a patto che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

 

INTERVENTI DI ELIMINAZIONE DI BARRIERE ARCHITETTONICHE E DI AGEVOLAZIONE DELLA MOBILITÀ DI DISABILI GRAVI

 

Ad esempio:

  • • realizzazione di ascensori esterni all’abitazione;

  • • installazione di elevatori e montacarichi;

  • • realizzazione di interventi che, attraverso la comunicazione, la robotica o altri mezzi tecnologici, favoriscono la mobilità dei portatori di disabilità grave dentro e fuori l’abitazione, ai sensi della Legge 104 (solo se effettuati sull’immobile).

 

INTERVENTI DI PREVENZIONE DI ATTI ILLECITI

 

Ad esempio:

  • • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie
    apposizione o sostituzione di grate sulle finestre;

  • • installazione di porte blindate o rinforzate;

  • • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;

  • • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione su porte, finestre e serramenti;

  • • apposizione di saracinesche;

  • • installazione di tapparelle metalliche con bloccaggi;

  • • installazione di vetri antisfondamento;

  • • installazione di casseforti a muro;

  • • installazione di fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;

  • • installazione di rilevatori antifurto e delle relative centraline.

 

INTERVENTI DI CABLATURA DEGLI EDIFICI

 

Ad esempio:

  • • interventi di alimentazione con cavi per energia di bassa tensione o per la trasmissione dati (Internet), a patto che la cablatura interconnetta tutte le abitazioni in un edificio;

 

INTERVENTI PER CONTENERE L’INQUINAMENTO ACUSTICO

 

Ad esempio:

  • • opere di insonorizzazione, anche in assenza di lavori edili in senso stretto, purché un tecnico abilitato esegua una un’indagine di fattibilità prima dei lavori, e dopo i lavori certifichi il raggiungimento dei limiti imposti dal DPCM 5/12/97 (requisiti acustici passivi degli edifici).

     

 

INTERVENTI DI MESSA IN SICUREZZA STATICA

 

Queste opere devono:

  • • essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o su complessi di edifici collegati strutturalmente;

  • • essere effettuate sulla base di progetti unitari e comprendere gli edifici nella loro interezza;

  • • se riguardano i centri storici, essere eseguite sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari. 

 

Sono agevolate anche le spese di redazione e rilascio della certificazione obbligatoria di sicurezza statica del patrimonio edilizio.

 

Da sapere: per gli interventi antisismici su singole unità immobiliari sono previste detrazioni più elevate, quelle del cosiddetto Sismabonus, che possono arrivare fino all’85% ed essere usufruite fino al 31 dicembre 2021.

 

Per saperne di più, leggi quest’articolo.

 

INTERVENTI DI BONIFICA DALL’AMIANTO

 

Ad esempio:

  • • rimozione di coperture di amianto da parte di ditte specializzate;

 

INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI DOMESTICI

 

Ad esempio:

 

  • • riparazione di impianti insicuri (sostituzione del tubo del gas, riparazione di una presa malfunzionante, etc.);

  • • installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti;

  • • montaggio di vetri anti-infortunio;

  • • installazione di corrimano.

 

ALTRE SPESE DETRAIBILI

 

Oltre ai costi di esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche una serie di spese accessorie, necessarie per la loro realizzazione:  

 

  • • progettazione e altre prestazioni professionali connesse;

  • • prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento;

  • • messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);

  • • acquisto dei materiali;

  • • compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi in vigore;

  • • effettuazione di perizie e sopralluoghi;

  • • imposta sul valore aggiunto (Iva), imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori;

  • • oneri di urbanizzazione;

  • • altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998). 

 

Da sapere: le spese di trasloco e di custodia dei mobili per il periodo dei lavori non sono detraibili.

 

INTERVENTI EFFETTUATI IN AREE COMUNI CONDOMINIALI

 

Anche i lavori effettuati nelle parti comuni dei condomìni sono detraibili al 50%, con un tetto massimo di 96.000 euro di spesa. 

 

Gli interventi ammessi sono gli stessi elencati sopra, più quelli di manutenzione ordinaria:

 

  • • opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici;

  • • lavori necessari a integrare gli impianti tecnologici esistenti o a mantenerli efficienti;

  • • sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti;

  • • tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni;

  • • rifacimento di intonaci interni;

  • • impermeabilizzazione di tetti e terrazze;

  • • verniciatura delle porte dei garage.

 

Ogni singolo condomino può scaricare la quota di spesa a lui imputabile, a patto che l’abbia versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi. L’importo della quota viene comunicata nella certificazione rilasciata dall’amministratore di condominio per l’anno di riferimento.

 

Cosa succede se  nella certificazione sono indicati i dati relativi a un solo proprietario ma le spese sono state sostenute anche da altri?

 

I condòmini che hanno i requisiti possono comunque usufruire della detrazione, a condizione che nella ricevuta di pagamento rilasciata dall’amministratore sia specificata la percentuale di spesa sostenuta.

Bonus Ristrutturazione ed Ecobonus 2020: sono cumulabili?

No; se esegui interventi che rientrano sia nell’Ecobonus (ovvero nelle agevolazioni per la riqualificazione energetica), sia nel Bonus Ristrutturazioni, potrai usufruire soltanto di uno dei due benefici.

Come richiedere il Bonus Ristrutturazione 2020

 

Per richiedere la detrazione del Bonus Ristrutturazione bisogna indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, specificando i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto di detenzione.

 

Ricorda: la detrazione totale va suddivisa in 10 quote di pari importo. Nella dichiarazione dei redditi dovrai quindi indicare solo la quota prevista per l’anno di riferimento.

 

Bisogna inoltre inviare una comunicazione all’Asl competente (tramite raccomandata A.R. o con altre modalità stabilite dalla Regione) con:

 

  • • dati anagrafici del committente dei lavori

  • • luogo di svolgimento dei lavori

  • • tipologia di intervento/i da realizzare

  • • dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità del rispetto degli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione

  • • data di inizio lavori.

 

La comunicazione all’Asl non va inviata solo se i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non ne prevedono l’obbligo. 

 

Da sapere: Se i lavori sono effettuati nella Provincia di Bolzano, la comunicazione non va inviata all’Asl, ma all’Ispettorato del Lavoro. 

 

Dal 2018, se richiedi il Bonus Ristrutturazione per interventi legati a risparmio energetico e fonti rinnovabili hai l’obbligo di inviare una comunicazione all’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Modalità invio comunicazione Enea

Data fine lavori 2018
> attraverso il sito http://ristrutturazioni2018.enea.it, entro il 1° aprile 2019

Data fine lavori 2019
attraverso il sito https://bonuscasa2019.enea.it/ entro 90 giorni dalla data di fine lavori

N.B.: se la data di fine lavori è compresa tra il 1° gennaio 2019 e l’11 marzo 2019, il termine di 90 giorni decorre dall’11 marzo, giorno di pubblicazione on line del sito


Gli interventi per cui è obbligatoria la comunicazione sono elencati
sul sito dell’Enea.

Regole sui pagamenti e documenti da conservare

 

I pagamenti delle spese da portare in detrazione dovranno essere effettuati esclusivamente tramite bonifico bancario o postale.

 

Nel bonifico dovrai specificare:

  • • la causale del versamento con riferimento alla normativa (Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986)

  • • il codice fiscale del beneficiario della detrazione (nel caso di lavori condominiali si dovrà indicare sia quello del condominio che quello di amministratore e condomino a cui è addebitata la spesa; se la spesa è stata pagata da più soggetti e tutti vogliono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale di tutte le persone interessate)

  • • il codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento.

 

I documenti da conservare in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate sono:

 

  • • domanda di accatastamento (solo quando l’immobile non è ancora accatastato, oppure quando i lavori modificano sostanzialmente l’ immobile ed è necessaria una variazione catastale)

  • • ricevute di pagamento dell’imposta comunale Ici-Imu

  • • delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori (parti comuni edifici residenziali) e tabella della ripartizione delle spese per i condomini

  • • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori

  • • concessioni, autorizzazioni allo svolgimento dei lavori o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante data di inizio dei lavori e compatibilità con le spese ammesse al Bonus ristrutturazioni

  • • fatture relative ai lavori effettuati.

Iva ridotta sui lavori di ristrutturazione: come funziona

 

Tra gli incentivi per chi ristruttura c’è anche la riduzione dell’Iva sulle prestazioni di servizi necessarie all’esecuzione dei lavori e sui beni acquistati.

 

La riduzione si applica in modo diverso a seconda della tipologia di lavori:

 

Lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione
Iva ridotta al 10% sulle prestazioni di servizi e sull’acquisto di beni finiti (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, etc.)

La riduzione dell’Iva non si applica a:

  • prestazioni professionali

  • • prestazioni di servizi eseguite in subappalto alla ditta che esegue i lavori

  • • materie prime e semilavorati

  • • materiali o beni non forniti dalla ditta o dal soggetto che esegue i lavori

  • • materiali o beni acquistati direttamente dal committente 

 

Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
Iva ridotta al 10% su:

  • – prestazioni di servizi;

  • – beni ceduti nell’ambito del contratto di appalto.

Se i beni sono “di valore significativo”, l’Iva ridotta al 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

I beni di valore significativo sono:

  • – ascensori e montacarichi

  • – infissi esterni e interni

  • – caldaie

  • – videocitofoni

  • – apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria

  • – sanitari e rubinetteria da bagno

  • – impianti di sicurezza

 

ESEMPIO

Supponiamo che:

  • • il costo totale dell’intervento sia di 10.000 euro 

  • • il costo per la prestazione lavorativa (manodopera) ammonti a 4.000 euro 

  • • il costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari) sia di 6.000 euro 

 

L’Iva ridotta al 10% si applica solo sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi (a – c = 10.000 – 6.000 = 4.000). 

 

Sul valore residuo dei beni (2.000 euro) si applica l’Iva ordinaria al 22%.

Bonus per l’acquisto e la costruzione di box e posti auto

 

La detrazione Irpef al 50% si applica anche all’acquisto o alla realizzazione di posti auto pertinenziali

 

L’incentivo si applica:  

  • • all’acquisto di box e posti auto pertinenziali già realizzati, solo per le spese imputabili alla loro realizzazione 

  • • alla costruzione di autorimesse o posti auto, anche a proprietà comune (purché vi sia un vincolo di pertinenzialità con una unità immobiliare abitativa).

 

La spesa deve essere pagata tramite bonifico bancario o postale.

 

Per usufruire della detrazione per l’acquisto del box devi conservare i seguenti documenti:

  • • atto di acquisto, o preliminare di vendita registrato, dal quale risulti che il box è una pertinenza dell’abitazione;

  • • dichiarazione del costruttore con specifica dei costi di costruzione;

  • • bonifico bancario o postale per i pagamenti effettuati. 

 

In caso di costruzione del box, i documenti da conservare sono invece:

  • • concessione edilizia da cui risulti che il box è una pertinenza dell’abitazione

  • • bonifico bancario o postale per i pagamenti effettuati.

 

Bonus per l’acquisto o l’assegnazione di immobili ristrutturati

 

Sapevi che se acquisti un’abitazione che fa parte di un’edificio interamente ristrutturato hai diritto ad una detrazione Irpef del 50%?

 

Queste sono le condizioni necessarie per usufruire dell’agevolazione:

  • • devi acquistare l’immobile dall’impresa di costruzione o di ristrutturazione immobiliare, oppure dalla cooperativa che ha eseguito gli interventi;

  • • l’acquisto o l’assegnazione devono avvenire entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori;

  • • l’immobile deve far parte di un edificio interamente ristrutturato o interessato da interventi di restauro e di risanamento conservativo per l’intera superficie.

 

La detrazione va calcolata su un importo forfettario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione, comprensivo di Iva.

 

Il prezzo deve risultare dall’atto di acquisto o di assegnazione.

 

ESEMPIO 

 

Supponiamo che tu abbia acquistato un’abitazione nel 2019 al prezzo di 200.000 euro.

Il costo forfetario di ristrutturazione (25% di 200.000 euro) è di 50.000 euro. 

La detrazione (50% di 50.000 euro) sarà quindi pari a 25.000 euro.

 

La detrazione spetta a:

  • • proprietari;

  • • titolari di nuda proprietà;

  • • titolari di altri diritti reali di godimento (uso, usufrutto, abitazione).

 

Per beneficiarne non è necessario che effettui i pagamenti tramite bonifico; dovrai, tuttavia, conservare l’atto di acquisto o di assegnazione o il preliminare di vendita registrato, da cui risulti il rispetto dei requisiti richiesti. 

 

Se negli atti non è riportata la data di fine lavori, o se non è indicato che l’immobile fa parte di un edificio interamente ristrutturato, dovrai chiedere all’impresa di costruzione o alla cooperativa edilizia una dichiarazione sostitutiva.

Bonus mutuo per ristrutturazione

 

L’ultima, interessante agevolazione compresa nel Bonus Ristrutturazione riguarda i mutui.

 

Nello specifico, se hai stipulato un mutuo per ristrutturare o costruire la tua abitazione principale, puoi detrarre il 19% degli interessi dall’Irpef indicando l’importo nella dichiarazione dei redditi. 


Il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 2.582,25 euro.

 

La detrazione ti spetta se:

  • • sei titolare del mutuo;

  • • hai il possesso dell’abitazione (come proprietario o titolare di altri diritti reali);

  • • risiederai abitualmente nell’abitazione ristrutturata insieme al tuo nucleo familiare. 

Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2020: le agevolazioni per chi arreda immobili ristrutturati

 

Chi effettua lavori di ristrutturazione su un’abitazione o su parti comuni di edifici residenziali ha diritto ad un ulteriore Bonus, quello su mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata acquistati dopo l’avvio della ristrutturazione dell’immobile e destinati ad arredarlo.

 

La detrazione che spetta è pari al 50% della spesa, su un tetto massimo di 10.000 euro.

 

Vuoi approfondire? Leggi la nostra mini-guida sul Bonus Mobili ed Elettrodomestici

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