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Come risparmiare sulle tasse: il potere delle detrazioni

Francesco
2. Agosto 2021

Deduzioni e detrazioni sono parole che spesso sentiamo associate alla Dichiarazione dei redditi, e il cui significato spesso rimane un po’ nebuloso. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Come funzionano le tasse

Quando facciamo la Dichiarazione dei redditi, comunichiamo ufficialmente allo Stato (“Dichiariamo“, appunto) quanti redditi abbiamo ricevuto l’anno precedente. Sulla base di quella dichiarazione, lo Stato calcolerà quanti soldi dobbiamo pagare di tasse.

Per esempio, se una persona nel 2021 ha guadagnato 10 mila euro, dovrà pagare il 23% di Irpef, la principale tassa oggi in Italia, che si applica a ogni contribuente. Dovrà versare perciò 2.300 euro (il 23% di 10.000 €), che finiranno nelle casse dello Stato e serviranno per creare strade, ospedali, scuole, e così via. È il processo di sottrazione che vediamo nella nostra busta paga, che inizia con una cifra molto più alta e finisce, dopo una serie di soldi “trattenuti”, con una molto più bassa. La percentuale di tasse è decisa in basa ad alcuni scaglioni sui redditi che si guadagnano (aliquote Irpef) che e varia da un minimo del 23% per chi guadagna tra 0 e 15 mila euro all’anno ad un massimo del 43% per chi guadagna oltre i 75 mila euro.

Nel nostro esempio: 10.000 € (guadagno lordo) – 23% Irpef (2.300 di tasse) = 7.700 € (guadagno netto)

Perché (per fortuna) esistono le detrazioni e le deduzioni

Ovviamente però, quella persona avrà speso parte dei suoi guadagni.

E ci sono delle spese che lo Stato non vuole tassare come le altre.

  1. Il primo tipo sono spese fatte per incombenze, emergenze o per “cause di forza maggiore”: visite mediche, visite veterinarie, spese scolastiche, funerali, e così via.
  2. Il secondo tipo di spese che lo Stato non vuole tassare sono quelle che vuole “incentivare”. Per esempio, se uno Stato vuole promuovere una politica energetica meno inquinante, potrà decidere di incentivare l’acquisto e l’installazione di pannelli fotovoltaici. Per farlo, può dire ai cittadini: “Tutti i soldi che spenderete in pannelli solari, non ve li tasserò”, oppure “ve li tasserò meno”. Si tratta della normale politica fiscale, che ogni Stato nel mondo fa in base alla sua strategia di crescita.

E qui entrano in gioco le detrazioni e le deduzioni: si tratta in fondo di sconti, fatti su alcune spese, che permettono al cittadino di risparmiare dei soldi al momento della presentazione della Dichiarazione dei redditi. In questo approfondimento ti spieghiamo cosa sono le detrazioni e deduzioni, mentre qui ti diciamo perché fare la dichiarazione dei redditi ti conviene.

Cosa sono le deduzioni

Partiamo dalle deduzioni. Sono quelle spese che si possono dedurre dal reddito sul quale si calcolano l’Irpef e le altre imposte.
Per esempio:

  • le spese per i contributi previdenziali (come l’Inps)
  • le spese per le assicurazione sanitarie complementari
  • le donazioni a favore di istituzioni religiose o di Onlus
  • le spese mediche per i disabili

Esempio di deduzione

Queste spese vengono sottratte (dedotte, appunto) dal reddito. Per esempio: se nel 2020 ho guadagnato 10.000 euro, ma ho speso 5.000 euro in assistenza medica per un parente disabile, nella Dichiarazione dei redditi andrò a fare la sottrazione.

10.000 € di reddito – 5.000 € di spese deducibili = 5.000 € restanti su cui pagare il 23% di tasse = 1.150 €.

Alla fine, grazie alla Dichiarazione dei redditi fatta, anziché pagare 2.300 € di tasse ne pagherò soltanto 1.150 €, risparmiando 1.150 €.

Cosa sono le detrazioni

Ci sono poi le detrazioni. Sono ancora di più delle deduzioni e sono sempre quelle spese che offrono la possibilità di risparmiare. Per esempio:

  • spese mediche
  • spese veterinarie
  • tasse scolastiche
  • affitto
  • interessi sul mutuo
  • ristrutturazione
  • abbonamenti ai mezzi pubblici

Funzionano come le deduzioni, solo che si sottraggono dal pagamento dell’Irpef e non del reddito.

Esempio di detrazione

Facciamo un esempio: sempre io che nel 2020 ho guadagnato 10.000 €. Visto che l’Irpef è del 23% dovrò pagare 2.300 € di tasse. Ma questa è stata un’annataccia, e ho speso ben 500 € tra dottori, visite e farmaci. Perciò, in fase di dichiarazione, sottrarrò (detrarrò, appunto) quei 500 € dai 2.300. L’operazione più facile a farsi che a dirsi sarà questa:

10.000 € Irpef del 23% = 2.300 € di tasse – 500 € di detrazioni per spese mediche = 1.800 €.

Risultato: avrò risparmiato 500 €.

Come si ottengono detrazioni e deduzioni?

Ora, come si fa a risparmiare il più possibile? Semplicemente, facendo una Dichiarazione dei redditi il più precisa e completa possibile, che contenga tutte le spese detraibili e deducibili fatte durante l’anno.

Ovviamente è necessario conservare gli scontrini e le fatture di tutte le spese fatte, in modo che se dovessimo subire un controllo dell’Agenzia delle Entrate potremmo esibirli come prova delle spese fatte.

Per quanto tempo bisogna conservare fatture e scontrini?

La maggior parte dei documenti fiscali va conservata per i 4 anni successivi a quello in cui si presenta la dichiarazione

In altre parole, se fai la dichiarazione nel 2021 (per i redditi del 2020) dovrai conservare tutta la documentazione necessaria fino al 31 dicembre 2025.

Ci sono documenti, però, che vanno conservati per più di 4 anni: sono tutti quelli relativi alle spese che danno diritto a detrazioni fiscali che ricevi in più anni. Di solito, sono detrazioni che riguardano grandi somme di denaro, come ad esempio quelle per le ristrutturazione che viene suddivisa in 10 quote annuali.

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