Definizione Agevolata 2020: Rottamazione cartelle Equitalia

7. Febbraio 2020

Vuoi sanare la tua posizione nei confronti del Fisco? Hai deciso di azzerare tutti i debiti con l’Erario? Grazie all’opzione di definizione agevolata Equitalia, puoi richiedere la rottamazione delle cartelle pendenti e procedere con il pagamento degli importi dovuti.

I contribuenti che hanno posizioni pendenti nei confronti dell’Erario possono saldare i propri debiti facendo ricorso alla definizione agevolata Equitalia, meglio conosciuta come rottamazione delle cartelle. Tale opzione consente al debitore di pagare in un’unica soluzione o a rate l’importo dovuto. Il tutto al netto di eventuali interessi, spese e costi aggiuntivi.

La disciplina della Rottamazione delle cartelle Equitalia

La rottamazione delle cartelle Equitalia è stata introdotta per la prima volta in Italia nel 2016 con il Decreto n. 193/2016 e si riferiva alle pendenze dall’anno 2000 al 2016.
Il Decreto n. 148/2017, meglio conosciuto come Rottamazione Bis, ha poi previsto la definizione agevolata dei carichi del 2017, permettendo anche a coloro i quali erano stati esclusi o non avevano ancora versato le rate della prima rottamazione, di poterlo ancora fare.
Con il Decreto n. 119/2018, infine, è stata introdotta la Rottamazione-ter, accompagnata poi dalla legge semplificazioni 2019.

Definizione agevolata Equitalia cos’è

La definizione agevolata Equitalia è un’opzione a disposizione del contribuente che desidera estinguere i propri debiti con l’Erario. L’estinzione del debito, inoltre, non prevede che il soggetto debitore debba corrispondere:

  • interessi di mora
  • eventuali sanzioni
  • varie somme aggiuntive (tranne aggio, spese per procedure esecutive e diritti di notifica).

Rottamazione cartelle Equitalia

Per procedere con la definizione agevolata Equitalia, il contribuente debitore deve notificare all’agente di riscossione la propria volontà di procedere con la rottamazione cartelle Equitalia. Questo passaggio prevede la compilazione e la consegna dell’apposita modulistica, comprendente il numero di rate che si intendono saldare, la pendenza dei giudizi che hanno per oggetto i carichi oggetto della rottamazione e l’impegno di rinuncia agli stessi.

Quali sono i debiti oggetto della rottamazione cartelle Equitalia?

La sanatoria mediante dichiarazione agevolata Equitalia è prevista solo per alcune specifiche tipologie di debiti: quelli tributari e anessi (ne sono un esempio il bollo e le multe), e quelli previdenziali. Sono esclusi dalla rottamazione delle cartelle Equitalia tutti i seguenti:

  • crediti tributari sorti in uno Stato dell’UE o aderente alla Convenzione OCSE/CoE o con il quale l’Italia ha un accordo per la gestione della riscossione;
  • le multe per violazioni commesse all’estero quando le norme violate non sono quelle del Codice della Strada italiano;
  • l’IVA riscossa all’importazione;
  • le ammende, le multe e le sanzioni fissate da provvedimenti o sentenze di condanna penali;
  • i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti.

Come procedere al pagamento della sanatoria?

Il versamento dell’importo dovuto per la rottamazione delle cartelle Equitalia può essere eseguito in un’unica soluzione o a rate, sulla base del prospetto delle scadenze fissate e inviate dal Fisco. I metodi di pagamento sono i seguenti:

  • bollettini precompilati allegati alla documentazione elaborata dall’agente di riscossione in fase di ammissione alla rottamazione;
  • domiciliazione sul conto corrente bancario del debitore;
  • agli sportelli dell’agente della riscossione.

I vantaggi della definizione agevolata Equitalia

A seguito della presentazione della domanda di rottamazione cartelle Equitalia, l’agente della riscossione, in riferimento ai carichi rottamati, non può:

  • avviare nuove azioni esecutive;
  • iscrivere fermi amministrativi e ipoteche;
  • continuare azioni di recupero già avviate;

Le suddette azioni sono lecite solo se si verifica uno dei seguenti casi:

  • assenza di un primo incanto positivo;
  • assenza di un’istanza di assegnazione;
  • assegnazione già avvenuta dei crediti pignorati.

Cosa accade se il contribuente non paga la rata unica o una rata del piano?

Se il versamento dell’importo dovuto è tardivo, insufficiente o mancato, allora decade il beneficio della sanatoria e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero dei carichi. In tal caso, i pagamenti già effettuati sino a quel momento saranno considerati come acconto sull’importo totale dovuto. Sarà compito dell’agente di riscossione iniziare l’attività di recupero crediti nei confronti del contribuente inadempiente. Quest’ultimo, però, avrà perso la possibilità di sanare la sua posizione con il pagamento a rate e sarà costretto a procedere al versamento dell’importo dovuto in un’unica soluzione.

NOTA BENE: la decadenza della sanatoria non esclude la possibilità di richiedere la rateizzazione del debito residuo solo a condizione che la notifica dell’accertamento esecutivo, dell’avviso di addebito o della cartella di pagamento non siano stati avviati più di 60 giorni prima della presentazione della domanda.

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