Detrazioni Spese Veterinarie 2020: Nuove Regole e Limiti

10. Maggio 2020

Sapevi che con la dichiarazione dei redditi puoi scaricare una parte dei costi sostenuti per la cura del tuo animale? Le spese veterinarie sono detraibili e possono farti risparmiare sulle imposte.

In questa mini-guida spieghiamo:

  • Quali spese veterinarie sono detraibili
  • Come funziona la detrazione e come sono cambiate le regole rispetto al 2019
  • Cos’è l’obbligo di tracciabilità e come funziona
  • Quali documenti conservare.

Cominciamo coi fondamentali.

Spese veterinarie detraibili 2020, i requisiti per accedere al beneficio

Se nel corso dell’anno precedente a quello della dichiarazione dei redditi hai pagato spese veterinarie, puoi richiedere una detrazione del 19% sull’Irpef.

In altre parole, puoi ridurre l’imposta sul reddito sottraendo il 19% dei costi di:

  • visite veterinarie
  • interventi o analisi di laboratorio
  • farmaci veterinari.

Quelli nell’elenco sono gli unici servizi e prodotti veterinari che danno diritto alla detrazione: quest’ultima va applicata agli importi al netto della franchigia prevista ed entro un limite massimo stabilito dalla legge.

Se non hai familiarità con questi concetti, il prossimo paragrafo ti chiarirà le idee.

Come funzionano le spese veterinarie detraibili 2020: franchigia, limite di spesa detraibile e cos’è cambiato dal 2019

La franchigia è una sorta di limite minimo sotto il quale la detrazione non si applica.
Il limite di spesa detraibile definisce invece l’importo massimo su cui è possibile calcolare la detrazione.

Mentre la franchigia è la stessa del 2019, con la Legge di Bilancio 2020 il limite di spesa è salito; da quest’anno puoi scaricare una cifra più alta e alleggerire ancora di più le imposte.

2019
2020
Franchigia
129,11 euro
129,11 euro
Limite di spesa detraibile
387,40 euro
500 euro

Esempi di calcolo della detrazione sulle spese veterinarie

Per capire qual è il risparmio effettivo, facciamo qualche esempio.

Esempio 1: hai speso meno di 129,11 euro

In questo caso non avrai diritto ad alcuna detrazione: la spesa veterinaria sostenuta, infatti, è inferiore alla franchigia.

Esempio 2: hai speso più di 129,11 euro, ma meno di 500 euro

Supponiamo che tu abbia pagato 400 euro di spese; il 19% di detrazione andrà calcolato sulla differenza tra quanto hai pagato e l’importo della franchigia.

La formula è:

0,19 x (importo speso – franchigia)

Quindi, in questo caso;

0,19 x (400 – 129,11) = 51,47 Euro*

*Questa è la somma che potrai detrarre dall’Irpef.

Esempio 3: spese veterinarie superiori a 500 euro

Superati i 500 euro, l’importo detraibile sarà sempre pari a 70,47 euro, a prescindere dalla spesa sostenuta. Vediamo perché.

Ipotizziamo che tu abbia speso 600 euro; non potrai sottrarre la franchigia a questo importo, perché supera appunto il tetto massimo previsto dalle legge.

La formula da applicare sarà quindi:

0,19 x (limite massimo di spesa – franchigia)

ovvero

0,19 x (500 – 129,11) = 70,47 euro.

Spese veterinarie detraibili tracciabilità: come funziona e quali documenti conservare

Per essere ammesse in detrazione, dal 1° gennaio 2020 le spese veterinarie devono essere tracciabili, ovvero pagate con bonifico bancario o postale o con uno degli altri sistemi previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 241/97.

Tra le modalità di pagamento ammesse rientrano:

  • le carte di debito e di credito e le prepagate
  • gli assegni bancari e circolari.

Se paghi in contanti, non avrai diritto alla detrazione.

Ricorda anche di conservare i documenti cartacei ed elettronici da esibire in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate:

  • fatture e ricevute
  • distinte dei bonifici
  • scontrini fiscali parlanti per i farmaci veterinari.

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