Guida Naspi 2020: come funziona l’indennità di disoccupazione

20. Gennaio 2020

“Ho perso il lavoro: ho diritto all’indennità di disoccupazione?”
“Quanto mi spetta, e per quanto tempo?”
“Naspi e reddito di cittadinanza sono cumulabili?”

Se hai dubbi sulla Naspi, questa mini-guida fa per te!

Rispondiamo ad alcune delle principali domande sulla nuova indennità di disoccupazione, in vigore dal 2015.

Indice

  • Naspi 2020 Inps: cos'è e come funziona
  • A chi spetta la Naspi? Requisiti per l’indennità di disoccupazione
  • Come fare domanda per la Naspi
  • Per quanto tempo spetta la Naspi, e a quanto ammonta?
  • Un esempio di calcolo Naspi
  • Naspi e reddito di cittadinanza sono compatibili?

Naspi 2020 Inps: cos'è e come funziona

La Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, o Naspi, è una forma di sostegno per chi ha perso involontariamente un lavoro dipendente o assimilato.

La Naspi sostituisce le precedenti indennità di disoccupazione (ASpI e MiniASpI), e viene pagata mensilmente dall’Inps ai soggetti che possiedono i requisiti necessari e ne fanno richiesta.

L’importo e la durata dell’indennità mensile Naspi sono calcolati in base al livello di retribuzione e ai contributi versati nei 4 anni prima della perdita del lavoro.

A chi spetta la Naspi? Requisiti per l’indennità di disoccupazione

Per poter richiedere la Naspi devi avere alcuni requisiti, ovvero:

  • rientrare tra le categorie di lavoratori che possono accedere al beneficio
  • aver perso involontariamente il posto di lavoro
  • aver maturato una quantità sufficiente di contributi e giorni di lavoro
  • aver inviato la domanda per la Naspi nei termini e con le modalità previste dall’Inps.

Partiamo dal primo requisito: possono richiedere la Naspi i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente il proprio impiego, compresi:

  • gli apprendisti
  • i soci lavoratori di cooperative
  • il personale artistico
  • i dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Alcune categorie di lavoratori sono espressamente escluse dal beneficio della Naspi, e in particolare:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni
  • gli operai agricoli, sia a tempo determinato che indeterminato
  • i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale
  • i lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato
  • i lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, (a meno che non optino per la Naspi in alternativa all’assegno).

Passiamo al requisito numero 2: come accennavamo sopra, per ottenere la Naspi è fondamentale che la cessazione del rapporto di lavoro non sia volontaria.

Se chiedi le dimissioni, non avrai diritto all’indennità di disoccupazione!

Il requisito della perdita involontaria del posto di lavoro è rispettato in caso di:

  • mancato rinnovo del contratto
  • licenziamento (incluso quello con accettazione dell’offerta di conciliazione proposta dal datore di lavoro, oppure quello avvenuto dopo il rifiuto di trasferirti in una sede lontana più di 50 km. dalla tua residenza o mediamente raggiungibile con i mezzi pubblici in 80 minuti o più)
  • risoluzione consensuale del contratto nell’ambito di una procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro
  • dimissioni per giusta causa, indotte da comportamenti altrui che rendono impossibile continuare il rapporto di lavoro
  • dimissioni avvenute nel periodo tutelato di maternità (a partire da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del bambino)

Andando al terzo requisito, per poter richiedere l’indennità di disoccupazione devi aver accumulato:

  • almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti all’interruzione del rapporto di lavoro
  • almeno 30 giornate di lavoro (ovvero quelle di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla durata oraria della giornata lavorativa) nei 12 mesi prima dell’inizio della disoccupazione.

Ai fini della Naspi è possibile includere nel conteggio anche i contributi accreditati nei periodi di:

  • maternità obbligatoria e congedo parentale (se regolarmente indennizzato)
  • lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati in cui è prevista la totalizzazione (ovvero la possibilità di accedere ad un’unica pensione sommando i contributi versati in diverse casse, gestioni o fondi previdenziali)
  • astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli otto anni, per non più di 5 giorni lavorativi in un anno solare.

Al contrario, non rientrano nel calcolo i contributi versati nei periodi di:

  • cassa integrazione straordinaria e ordinaria a zero ore
  • permessi 104 fruiti per assistere un familiare
  • aspettativa non retribuita per funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali.

Infine, il quarto ed ultimo requisito è aver presentato domanda di disoccupazione entro 68 giorni da:

  • la cessazione del rapporto di lavoro
  • la cessazione del periodo di maternità indennizzato (se questa è insorta durante il rapporto di lavoro successivamente cessato)
  • la cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale (se insorti durante il rapporto di lavoro successivamente cessato)
  • la definizione della vertenza sindacale o la data di notifica della sentenza giudiziaria
  • la cessazione del periodo di indennità di mancato preavviso
  • il 38° giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Come fare domanda per la Naspi

Puoi presentare la domanda per la Naspi:

  • online, tramite il servizio dedicato sul sito dell’Inps
  • tramite Contact center, al numero 803 164 da rete fissa oppure 06 164 164 da rete mobile
  • attraverso i servizi telematici offerti da patronati e intermediari Inps.

Al momento della domanda, dovrai anche effettuare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) al centro per l’impiego. Ti verrà inoltre richiesto di partecipare alle misure di politica attiva del lavoro, per dar prova del tuo impegno nella ricerca di una nuova occupazione (ad esempio: corsi della Regione, eventi di orientamento etc.).

Attenzione: se non rispetti questi obblighi rischi sanzioni che vanno dal taglio di una quota o di un’intera mensilità della Naspi, fino alla perdita totale dell’indennità di disoccupazione.

Per quanto tempo spetta la Naspi, e a quanto ammonta?

La durata della Naspi è proporzionale alle settimane di contribuzione che hai maturato e per legge non può superare i 24 mesi.

Per sapere per quanto tempo riceverai l’indennità di disoccupazione, devi:

  • considerare il numero di settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni
  • sottrarre eventuali settimane che hanno già dato luogo al pagamento di indennità di disoccupazione
  • dividere questo numero per 2.

Facciamo un esempio con dei numeri casuali:

    (120**- 12***) / 2 = 54

    ** settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni
    *** settimane per cui si è già beneficiato dell’indennità disoccupazione

In questo caso, il risultato in mesi (54) supera il limite massimo di durata della Naspi; di conseguenza, l’indennità spetterà comunque per 24 mesi.

Se invece vuoi sapere a quanto ammonta la tua indennità Naspi, devi innanzitutto calcolare la tua retribuzione media mensile:

  • somma tutti gli importi relativi alle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali che hai percepito negli ultimi 4 anni
  • dividi il numero ottenuto per il totale delle settimane di contribuzione
  • moltiplica il risultato per il coefficiente 4,33.

Se il risultato è inferiore a 1.221,44 euro*, la Naspi sarà pari al 75% della tua retribuzione media mensile.

Se invece è superiore a 1.221,44 euro*, la Naspi ammonterà al 75% dell’importo di riferimento stabilito dalla legge (1.221,44 euro* per il 2019), più il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo di riferimento.

In ogni caso, l’importo della Naspi non può superare il limite massimo di 1.328,76 euro* e si riduce del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del quarto mese di indennità.

    *Di anno in anno, la legge stabilisce un nuovo importo di riferimento per la retribuzione media e l’ammontare massimo dell’indennità, sulla base delle variazioni Istat.

    L’importo di riferimento per la retribuzione media è stato fissato a 1.221,44 euro per il 2019, 1.208,15 euro per il 2018 e 1.195 euro per il 2017.

    L’importo massimo della Naspi è invece pari a 1.328,76 euro per il 2019, 1.314,30 euro per il 2018 e 1.300 euro per il 2017.

Un esempio di calcolo Naspi

Ecco un esempio pratico di come si calcola l’importo dell’indennità di disoccupazione.

Supponiamo che:

  • il tuo imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni sia pari a 40.000 euro
  • negli ultimi 4 anni tu abbia maturato 104 settimane di contribuzione.

Calcoliamo la tua retribuzione media usando questa formula:

    (Imponibile previdenziale / settimane di contribuzione) * 4,33

Nel nostro caso:

    (40.000 / 104) * 4.33 = 384.16 x 4.33 = 1.663,41

Poiché la retribuzione media mensile ottenuta è superiore all’importo di riferimento fissato per il 2019 (pari, lo ricordiamo, a 1.221,24 euro), per calcolare l’importo della Naspi dobbiamo sommare il 75% dell’importo di riferimento al 25% della differenza tra la retribuzione mensile ed il suddetto importo.

Continuando con il nostro esempio:

    (1.221,24 * 0,75) + [(1.663,41 – 1.221,24) * 0,25]

Considerando che il risultato della prima moltiplicazione è 915,93 e la differenza tra i due importi dà 442,17, avremo:

    915,93 + (442,17 * 0,25)

Quindi:

    915,93 + 110,54 = 1.026,47

L’importo mensile della tua indennità Naspi sarà pari a 1.026,47 euro.

Dal primo giorno del quarto mese di Naspi, l’indennità mensile si ridurrà del 3% ogni mese (per cui riceverai 995,67 euro il quarto mese, 965,79 euro il quinto mese, etc.).

Naspi e reddito di cittadinanza sono compatibili?

La risposta è : se percepisci l’indennità di disoccupazione puoi comunque fare domanda per il reddito di cittadinanza.

Considera, però, che la Naspi fa reddito: l’importo del reddito di cittadinanza sarà quindi calcolato tenendo conto dell’indennità ricevuta.