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Quali Sono i Pagamenti Tracciabili per Detrazioni Fiscali 2020

Alessandra Boraso
30. Novembre 2020

A partire dal 2020 vige l’obbligo di pagamenti tracciabili per usufruire dei benefici legati alle detrazioni fiscali. Ecco, dunque, necessario il pagamento tracciabile per mezzo di carte di credito o debito, assegni e bonifici. Come sempre, ci sono alcune eccezioni. Tutti i dettagli nel nostro articolo.

Pagamenti tracciabili per detrazionI fiscalI: vademecum essenziale

A seguito della Legge di Bilancio 2020, la tracciabilità dei pagamenti è diventata sinonimo di detrazioni fiscali. Questo significa che possono essere scaricate in fase di Dichiarazione dei Redditi le spese detraibili saldate con uno strumento di pagamento tracciabile, come la carta di credito, la carta di debito, l’assegno e il bonifico bancario.
Tutti i contribuenti, quindi, hanno diritto a detrarre il 19% dei costi legati a badanti e colf, alle spese di istruzione e a quelle per le attività sportive dei propri figli, solo se pagati con il bancomat, la carta di credito o il bonifico.

Ad oggi (r)esistono ancora casi in cui si può pagare in contanti: farmaci, visite mediche specialistiche in ospedale o in cliniche convenzionate, sono solo alcuni esempi.
Vediamo insieme più nel dettaglio quali sono i pagamenti tracciabili per detrazione fiscale.

Quali sono i pagamenti tracciabili per le detrazioni fiscali?

Si definiscono tracciabili tutti i mezzi di pagamento per i quali è possibile attestare e verificare l’effettiva transazione e identità del soggetto dichiarante. Nello specifico, sono compresi tutti i versamenti eseguiti per mezzo di:

  • Carta di debito (bancomat)
  • Carta di credito
  • Carta prepagata
  • Assegno bancario circolare o, comunque, ogni mezzo che garantisca la tracciabilità e l’identificazione del contribuente

Quale documentazione bisogna possedere e presentare in fase di Dichiarazione dei Redditi?

Il contribuente che si appresta a richiedere la Dichiarazione dei Redditi è tenuto a dimostrare l’uso del pagamento tracciabile attraverso l’apposita documentazione cartacea. Quest’ultima è rappresentata dalla ricevuta bancomat, dall’estratto conto, dalla copia del bollettino postale o del MAV (bonifico bancario) o dall’attestazione di pagamento PagoPA.

In alternativa a tali documenti, è possibile consegnare fatture o ricevute fiscali con relative annotazioni sulla modalità di pagamento. Le suddette note devono essere inserite direttamente dal percettore degli importi pagati e oggetto delle prestazioni o servizi erogati.

Quali sono le spese per le quali è richiesta la tracciabilità dei pagamenti?

A partire dal 2020, le spese per le quali è richiesta la tracciabilità dei pagamenti al fine di beneficiare delle detrazioni fiscali, sono ben definite:

  • prestazioni mediche e mediche specialistiche;
  • servizi veterinari;
  • spese funebri;
  • interessi passivi sulla prima casa;
  • costi legati agli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale;
  • rette di iscrizione e frequenza a scuole e università;
  • mensilità di affitti a studenti universitari fuori sede;
  • quote di iscrizione dei figli ad associazioni sportive, piscine, palestre e altre strutture sportive o scuole di musica;
  • spese sostenute di figli minorenni e maggiorenni affetti da DSA (diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento), fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado;
  • intermediazioni immobiliari imputabili all’abitazione principale;
  • assicurazione per rischio morte, invalidità permanente o eventi calamitosi;
  • spese legate al personale dedito all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza (badanti e colf);
  • erogazioni liberali (donazioni spontanee a favore di onlus, associazioni, università, istituti religiosi al fine di sostenere economicamente l’impegno sociale da esse perseguito);
  • costi per manutenzione, protezione o restauro cose vincolate;
  • spese sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordomuti.

Regola della tracciabilità non applicabile

Al fine di poter beneficiare dello sconto IRPEF, nel testo della stessa Legge di Bilancio 2020 è specificato che per i costi legati all’acquisto di dispositivi medici e medicinali, e alle prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, la regola della tracciabilità non è applicabile.

Cosa si può pagare in contanti e avere diritto alle detrazioni?

Da quanto appena scritto, quindi, si evince che le seguenti spese possano essere pagate in contanti e essere poi portate in detrazione nella Dichiarazione dei Redditi:

  • acquisto di dispositivi medici e medicinali;
  • spese di visite mediche ed analisi presso aziende sanitarie pubbliche o strutture private accreditate al SSN;
  • spese per le quali è prevista una percentuale di detrazione differente dal 19%;
  • costi deducibili.

Come faccio se non ho una carta di credito o un bancomat?

Non tutti possiedono una carta di credito o un bancomat. Alcune persone, infatti, non sono avvezze ai pagamenti elettronici e prediligono l’uso dei contanti. Può anche verificarsi che in famiglia si abbia una sola carta di debito o credito, intestata esclusivamente a uno dei componenti del nucleo familiare.

Come comportarsi in questi casi? Si perdono i benefici legati alle detrazioni fiscali?

L’Agenzia delle Entrate ha specificato, mediante una risposta a un interpello, come sia possibile che il pagamento di una prestazione sanitaria o dell’acquisto di farmaci possa avvenire per mano di un familiare o altra persona diversa dall’intestatario della fattura o del documento fiscale attestante il pagamento del servizio erogato. In questo caso, in fase di Dichiarazione dei Redditi bisognerà presentare una dichiarazione sostitutiva corredata da prove e documenti che attestino il rimborso dell’intera somma da parte del soggetto intestatario della fattura al soggetto pagante.

Esempio 1 : pagamenti tracciabili per detrazione fiscale a opera di un soggetto terzo

A supporto di quanto appena scritto, si può far riferimento alla risposta n. 484/2020 fornita direttamente dall’Agenzia delle Entrate a un Istante.

Madre soggetta a una prestazione sanitaria presso una struttura privata non convenzionata al SSN, e intestataria della relativa fattura. Il pagamento è stato eseguito tramite bancomat dal figlio ormai appartenente a un diverso nucleo familiare e successivamente rimborsato con contanti dalla madre.

La sopra citata signora ha diritto di presentare la fattura di pagamento in fase di Dichiarazione dei Redditi e beneficiare delle detrazioni consegnando sia la fattura a lei intestata, sia un’autodichiarazione dove conferma di aver rimborsato l’intera quota al figlio.

Esempio 2: caso di pagamento di una fattura medica a opera di un componente del nucleo familiare

Per completezza, riportiamo un altro caso esemplificativo.

Il marito si reca dal dentista per alcuni trattamenti specialistici e la fattura viene a lui intestata. Il pagamento è eseguito dalla moglie con carta di credito di cui risulta essere titolare.
Anche in questo caso, l’uomo potrà portare in detrazione la spesa dentistica sostenuta purché presenti anche un’autodichiarazione in cui dichiara di aver provveduto a rimborsare la moglie per l’intero importo.

NOTA BENE: la fattura emessa, per essere considerata una prova valida di tracciabilità, deve contenere la modalità di pagamento tracciabile utilizzata (carta di debito o credito, assegno, bonifico). In caso contrario, la fattura è pur sempre un documento fiscale valido, ma sarà necessario, in fase di dichiarazione dei redditi, consegnare la documentazione atta ad attestare la tracciabilità del pagamento (estratto conto, lista delle movimentazioni e transazioni bancarie).