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Sismabonus 2020: Cos’è, Requisiti e Documentazione

18. Gennaio 2020

Il Sismabonus 2020 sarà operativo: i cittadini che quest'anno effettuano interventi antisismici sugli edifici avranno diritto a degli sconti sull’Irpef.
In quest’articolo riassumiamo le regole per l’accesso al bonus e le percentuali di detrazione.

Indice

  • Cos’è il Sismabonus 2020
  • Chi può accedere al Sismabonus 2020
  • La detrazione per gli interventi antisismici
  • Cessione del credito Sismabonus: dal 2020 stop allo sconto in fattura
  • La detrazione per l’acquisto di abitazioni antisismiche
  • La detrazione per interventi combinati antisismici e di riqualificazione energetica nei condomini
  • Regole sul pagamento degli interventi antisismici
  • Come si richiede il Sismabonus

Cos’è il Sismabonus 2020

Introducendo il Sismabonus, il decreto legge n. 63/2013 ha maggiorato lo sconto fiscale per le misure antisismiche, già detraibili come lavori di recupero del patrimonio edilizio.

Le regole per usufruire della maggiore convenienza di questo nuovo incentivo sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2017.

Puoi richiedere il Sismabonus per:

  • interventi antisismici realizzati su qualsiasi immobile destinato ad abitazione (non soltanto sull’abitazione principale come precedentemente stabilito) o ad attività produttive (attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali) che si trovi nelle zone sismiche 1, 2 o 3
  • l’acquisto di unità immobiliari antisismiche nelle zone sismiche 1, 2 o 3
  • la realizzazione di interventi combinati antisismici e di riqualificazione energetica negli edifici condominiali.

La detrazione copre anche le spese per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

Chi può accedere al Sismabonus 2020

I contribuenti Irpef possono richiedere il Sismabonus anche se non sono residenti in Italia.

La detrazione spetta a:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • inquilini con un contratto di locazione
  • beneficiari di un comodato
  • soci di cooperative divise e indivise
  • imprenditori individuali (per gli immobili adibiti ad attività produttive)
  • società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati o imprese familiari che producono redditi in forma associata.

Possono richiedere la detrazione anche i soggetti che pagano l’Ires e, dal 2018:

  • gli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, e gli enti con le stesse finalità sociali (a patto che al 31 dicembre 2013 fossero costituiti e già operanti come società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”), per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà, o gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili posseduti dalle stesse e assegnati in godimento ai propri soci.

La detrazione per interventi antisismici

Se hai pagato lavori antisismici su edifici adibiti ad abitazione o ad attività produttive situati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 hai diritto ad una detrazione del 50%, calcolata su una spesa massima di 96.000 euro per singolo immobile (e relative pertinenze) per ciascun anno.

La detrazione va ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

Le condizioni per ottenerla sono:

  • avere sostenuto le spese dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021
  • aver attivato le procedure di autorizzazione a partire dal 1° gennaio 2017.

La detrazione sarà maggiore se l’intervento permette di ridurre il rischio sismico:

  • 70% della spesa sostenuta (75% per gli interventi su parti condominiali) in caso di passaggio ad una classe di rischio inferiore
  • 80% della spesa sostenuta (85% per le aree condominiali) in caso di passaggio a due classi di rischio inferiore

Anche in questo caso andrà ripartita in 5 rate annuali.

La riduzione del rischio sismico va documentata con:

  • una certificazione della classe di rischio dell’edificio prima e dopo i lavori, effettuata dal progettista dell’intervento secondo il modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate
  • un attestato della conformità degli interventi al progetto depositato, conferito dal direttore dei lavori (e dal collaudatore statico, se nominato per legge) dopo l’ultimazione dei lavori e del collaudo.

Cessione del credito Sismabonus: dal 2020 stop allo sconto in fattura

Fino al 2019 era possibile cedere il credito di imposta spettante per gli interventi che danno diritto al Sismabonus all’impresa esecutrice, sostituendolo con uno sconto immediato sulla fattura dei lavori.

Con la legge di bilancio 2020 la cessione del credito è stata soppressa, sia per il Sismabonus che per l’Ecobonus.

Dal 1° gennaio 2020, quindi, niente più sconto in fattura; potrai fruire della detrazione riportando la spesa sostenuta per gli interventi antisismici nella dichiarazione dei redditi.

La detrazione per l’acquisto di abitazioni antisismiche

Se gli interventi per la riduzione del rischio sismico sono effettuati in zone a rischio sismico 1, 2 e 3 mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, chi compra l’immobile nell’edificio ricostruito può usufruire di una detrazione pari al:

  • 75% del prezzo di acquisto del singolo immobile se l’intervento riduce il rischio di una classe
  • 85% del prezzo se il rischio è ridotto di due classi.

La detrazione va calcolata su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e va ripartita in 5 rate annuali di pari importo.

La detrazione per interventi combinati antisismici e di riqualificazione energetica nei condomini

Dal 2018 è stata introdotta una nuova detrazione, che spetta per:

  • interventi congiunti di riduzione del rischio sismico e riqualificazione energetica
  • effettuati in aree condominiali di edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

La detrazione è pari a:

  • 80% della spesa se i lavori determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore
  • 85% della spesa se il passaggio è a due classi di rischio inferiori.

In questo caso, andrà ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Il tetto massimo di spesa detraibile è fissato a 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ogni edificio.

Da sapere: questa detrazione va richieste in alternativa a quelle per gli interventi antisismici sulle parti condominiali precedentemente indicate e/o per la riqualificazione energetica degli edifici condominiali. Gli incentivi non sono cumulabili.

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