Dichiarazione 730: Quali Documenti Conservare?

30. luglio 2019

Chi ha l’obbligo di presentare la dichiarazione con il 730 ha anche il dovere di conservare tutta una serie di documenti.

Perché conservare i documenti fiscali?

Per due ragioni principali.

  1. Per compilare correttamente la tua dichiarazione dei redditi: che tu presenti il 730 in autonomia o attraverso un intermediario (commercialista o CAF), i documenti fiscali servono a verificare la correttezza delle informazioni inserite nella precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, ed eventualmente ad aggiornarle o rettificarle.

    Una precisazione: i documenti non vanno allegati alla dichiarazione, ma servono solo a preparare il modello 730.

  2. Per essere in regola in caso di controlli: dopo che la dichiarazione è stata presentata, l’Agenzia delle Entrate può chiederti di visionare i documenti che attestano l’esattezza delle informazioni fornite e giustificano le spese che hai portato in detrazione o in deduzione.

Scontrini “parlanti” della farmacia, fatture, distinte dei bonifici bancari e modelli F24 pagati sono solo alcuni dei documenti da conservare per la dichiarazione dei redditi: la lista varia a seconda della tua specifica situazione fiscale e delle agevolazioni di cui intendi usufruire.

Entriamo un po’ più nel dettaglio!

Partiamo dalle basi: documenti relativi a dati personali e di familiari a carico

I tuoi dati anagrafici e quelli delle persone a tuo carico sono essenziali per la compilazione del 730.

Ricordati di conservare una fotocopia:

  • del tuo codice fiscale e della tua carta d’identità
  • del codice fiscale del tuo coniuge (marito, moglie o partner in un’unione civile registrata)
  • del codice fiscale dei tuoi figli e di eventuali altri familiari a carico.

Documentazione dei redditi percepiti durante l’anno d’imposta

Altrettanto essenziali sono i documenti che attestano i redditi che hai percepito nel corso dell’anno (se fai il 730 nel 2019, saranno i redditi da lavoro dipendente, da pensione o assimilati che hai avuto nel 2018).

In questo caso, le carte da conservare sono:

  • Certificazione Unica o altra certificazione rilasciata dal datore di lavoro
  • certificazione di eventuali pensioni percepite all’estero
  • ricevute del pagamento di assegni periodici da parte dell’ex coniuge o partner (disposti dal giudice in seguito ad una sentenza di separazione o divorzio)
  • documenti attestanti altri redditi (per esempio, la certificazione dei dividendi da azioni)
  • ricevute di versamento di acconto dell’IRPEF (deleghe bancarie mod. F24).

Documenti relativi a redditi da terreni e fabbricati

Se possiedi terreni o fabbricati che producono redditi, dovrai avere cura di conservare una serie di documenti extra, ovvero:

  • visura catastale
  • atti o contratti di compravendita, donazione, divisione, successione
  • contratti di locazione
  • se hai optato per la cedolare secca: copia del contratto di locazione registrato, lettera e ricevuta della raccomandata sulla rinuncia all’aumento del canone e modello RLI, Siria o modello 69 (quando previsto)
  • se hai affittato i terreni/fabbricati con contratti di locazione breve (meno di 30 giorni) stipulati tramite intermediari immobiliari: certificazioni uniche rilasciate dagli intermediari.

Documentazione delle spese deducibili o detraibili col 730

Qui si apre un capitolo importante: con il 730, infatti, puoi dedurre o detrarre tutta una serie di spese sostenute durante l’anno di imposta (e in alcuni casi anche in anni precedenti). Deduzioni e detrazioni ti permettono di ottenere un risparmio sull’Irpef e di ottenere rimborsi a volte molto consistenti.

Non sai come funzionano le deduzioni e detrazioni Irpef? Leggi quest’articolo!

L’elenco delle spese che è possibile scaricare con la dichiarazione dei redditi è lungo e articolato: sul blog di Taxfix puoi leggere molti articoli di approfondimento dedicati.

Qui abbiamo riportato solo alcuni esempi di documenti relativi alle principali spese detraibili o deducibili:

  • spese mediche e sanitarie e spese della farmacia: ricevute, scontrini farmacia, ticket, fatture o scontrino di occhiali, lenti a contatto etc.
  • spese veterinarie: fatture e scontrini fiscali
  • spese universitarie: ricevute delle tasse universitarie
  • spese per l’alloggio di studenti fuori sede: autocertificazione con cui si attesta di essere studente universitario e di rispettare i requisiti previsti dalla legge (l’agevolazione non si applica a chi frequenta master, dottorati o corsi di specializzazione), contratti di locazione, ricevute o quietanze di pagamento dei canoni di locazione (deposito cauzionale, spese condominiali e utenze esclusi)
  • spese scolastiche: ricevute di pagamento o fatture (mensa, gite, retta del nido)
  • spese per l’acquisto della prima casa: quietanza di versamento degli interessi del mutuo per l’abitazione principale, fatture pagate al notaio, atto di acquisto, atto di mutuo
  • spese per colf, badanti e baby sitter: ricevute del versamento dei contributi Inps
  • spese di mantenimento dell’ex coniuge o partner: sentenza di separazione o divorzio, ricevute del pagamento dell’assegno periodico versato all’ex;
  • spese di ristrutturazione: fatture dettagliate, ricevute dei bonifici “dedicati”, bancari o postali), ricevuta di invio della comunicazione inizio lavori alla ASL, domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora accatastato o se i lavori modificano sostanzialmente l’immobile ed è necessaria una variazione catastale), delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori (se i lavori interessano parti comuni di edifici residenziali) e tabella della ripartizione delle spese per i condomini, dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori, concessioni, autorizzazioni allo svolgimento dei lavori o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante data di inizio dei lavori e compatibilità con le spese ammesse al Bonus ristrutturazioni, certificazione di conformità dei lavori (ove richiesta)
  • spese per il risparmio energetico: fatture dettagliate, ricevute dei bonifici, ricevuta d’invio della documentazione all’ENEA, dichiarazione di un tecnico abilitato o del direttore dei lavori per dimostrare la conformità dell’intervento realizzato ai requisiti tecnici richiesti, scheda informativa sugli interventi realizzati, eventuale attestato di prestazione energetica (APE – se richiesto)
  • spese per mobili ed elettrodomestici: ricevuta del bonifico (in alternativa, ricevuta di avvenuta transazione per i pagamenti con carta di credito o di debito o documentazione di addebito sul conto corrente), fatture dettagliate
  • spese funebri: fatture rilasciate dall’impresa di onoranze funebri.

Per quanto tempo bisogna conservare i documenti fiscali?

La maggior parte dei documenti fiscali va conservata per i 4 anni successivi a quello in cui si presenta il 730.

In altre parole, se fai la dichiarazione nel 2019 (per i redditi del 2018) dovrai conservare tutta la documentazione necessaria fino al 31 dicembre 2023.

Ci sono documenti, però, che vanno conservati per più di 4 anni: sono tutti quelli relativi alle spese che danno diritto a detrazioni fiscali frazionabili in più annualità.

Per esempio, se hai richiesto una detrazione per spese di ristrutturazione edilizia dovrai conservare i relativi documenti per i 5 anni successivi a quello in cui hai beneficiato dell’ultima quota della detrazione Irpef. Lo stesso vale per le spese di risparmio energetico.