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Detrazione abbonamento mezzi
pubblici: importo e limiti
di spesa
Sapevi che puoi scaricare queste e altre spese online?

Sapevi che con l’abbonamento ai mezzi pubblici hai diritto a delle agevolazioni fiscali? Ti spieghiamo come risparmiare con la dichiarazione dei redditi.

Detrazione abbonamento mezzi pubblici: cos'è e a cosa serve?

L’agevolazione è in vigore dal 1° gennaio 2018. Se nel corso dell’anno hai sostenuto spese per l’acquisto di un abbonamento a mezzi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, puoi richiedere una detrazione dall’Irpef presentando il modello 730.

Ecco come e quanto puoi risparmiare.

Indice

  • Spese per i trasporti pubblici: quali sono detraibili?
  • Come pagare per ottenere la detrazione?
  • E se è il mio datore di lavoro a pagare l’abbonamento ai mezzi?

Spese per i trasporti pubblici: quali sono detraibili?

Chiunque abbia pagato abbonamenti di autobus, treni e trasporto pubblico locale, regionale e interregionale (compresa la metropolitana), per se stesso o per un familiare a carico, può richiedere una detrazione del 19% quando presenta la dichiarazione dei redditi.

Otterrà quindi un parziale rimborso delle spese di trasporto attraverso il meccanismo di riduzione dell’Irpef.

Se non sai come funzionano le detrazioni sull’Irpef,

puoi farti un’idea leggendo quest’articolo.

C’è da precisare che questo rimborso è limitato dalla presenza di un tetto massimo di spesa di 250 euro, fissato dall’Agenzia delle Entrate.

In altre parole: anche se hai speso più di 250 euro all’anno per il tuo abbonamento ai mezzi e/o per quello di altri familiari a carico, potrai richiedere la detrazione per un importo massimo pari al 19% di 250, ovvero 47,50 euro.

La durata dell’abbonamento è irrilevante: la percentuale di detrazione si applica

Focus fiscale: il 19% di detrazione e il tetto massimo di 250 euro si applicano alla spesa pagata durante l’anno a cui si riferisce la dichiarazione, indipendentemente dal periodo di validità dell’abbonamento.

Dalle spese di trasporto detraibili restano esclusi:

  • i titoli di viaggio a durata oraria, anche se superiore a 24 ore (esempio i biglietti a tempo di 72 ore)
  • le cosiddette carte di trasporto integrate, come ad esempio le carte turistiche, che oltre al trasporto includono servizi extra come l’ingresso a musei, eventi o spettacoli.

Come pagare per avere la detrazione?

Per poter essere detratte, dal 1° gennaio 2020 le spese per l’abbonamento ai mezzi pubblici devono rispettare l’obbligo di tracciabilità (che interessa anche la maggior parte delle spese detraibili al 19%).

In altre parole, ha diritto all’agevolazione solo chi paga le spese con metodi tracciabili, quali:

  • bonifici bancari o postali
  • carte di credito, di debito e prepagate
  • assegni bancari e circolari.

Se paghi in contanti, non potrai detrarre la spesa.

E se è il mio datore di lavoro a pagare l’abbonamento ai mezzi?

In questo caso vale una regola diversa.

Il tuo datore di lavoro ha tre modi per coprire le spese del tuo abbonamento ai mezzi pubblici:

  • può darti la somma necessaria all’acquisto dell’abbonamento accreditandola in busta paga
  • può rimborsare a posteriori la spesa che hai già sostenuto
  • può pagare lui stesso l’abbonamento intestato a te e/o ai tuoi familiari.

In tutte e tre le situazioni, questa somma non farà reddito.

Di conseguenza, non potrai richiedere alcuna detrazione.

Caso particolare: se il tuo datore di lavoro ti ha rimborsato solo una parte dell’abbonamento potrai portare in detrazione la quota restante, sempre fino a un massimo di 250 euro.

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