Guida Semplificata alla Dichiarazione dei Redditi per Lavoratori Dipendenti

16. maggio 2019

Primo contratto da lavoratore dipendente, primo incontro-scontro con la dichiarazione dei redditi... 

Hai già cominciato a raccogliere informazioni?

Quelle sul web sono spesso frammentarie e imprecise, e le fonti ufficiali, per quanto complete e aggiornate, non sempre usano un linguaggio facile da capire.

Per aiutarti, abbiamo creato questa guida: è semplice semplice ed è perfetta per chi si appresta a fare la dichiarazione dei redditi per la prima volta.



Ti consigliamo di leggerla anche se hai già presentato la dichiarazione negli anni passati, magari affidandoti a un CAF o ad un commercialista, ma vorresti finalmente capire le principali regole e i meccanismi delle procedure fiscali.

Parleremo di:

  • Dichiarazione dei redditi: 730 o modello Redditi Persone Fisiche (ex modello Unico)?
  • Perché fare la dichiarazione col modello 730?
  • Come funziona il 730?
  • Come va presentato il 730?
  • Quali sono le scadenze per la presentazione del 730?
  • Ultimo, ma non ultimo: quanto costa?

Dichiarazione dei redditi: 730 o modello Redditi Persone Fisiche?

La scelta tra 730 e modello Unico è di solito il primo dilemma da affrontare.

Entrambi sono documenti fiscali, ed entrambi servono a comunicare all’Erario quali e quante entrate sono state percepite durante l’anno precedente. Su queste entrate vengono poi calcolate le tasse da pagare.

Sei un lavoratore dipendente? Allora il 730 è il tuo modello!

La legge stabilisce infatti che puoi usare il 730 se sei residente in Italia e durante l’anno precedente hai ricevuto:

  • redditi di lavoro dipendente o assimilabili (percepiti per contratti di lavoro a progetto, ad esempio)
  • redditi di terreni e fabbricati
  • redditi di capitale
  • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA (come le prestazioni di lavoro occasionale)
  • redditi diversi (come redditi di terreni e fabbricati situati all’estero)
  • alcuni dei redditi a tassazione separata (sono quelli che vengono accumulati nel corso di più anni e che vengono riscossi in un’unica soluzione; il TFR o gli arretrati da lavoro dipendente sono due esempi. Nell’anno in cui vengono percepiti, questi redditi “straordinari“ vengono assoggettati ad una tassazione diversa rispetto a quella ordinaria per evitare al contribuente un’imposta sul reddito troppo elevata ).
  • Per un dipendente, l’imposta principale da pagare è l’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche).

    

Il tuo datore di lavoro agisce come sostituto d’imposta: si occupa, cioè, di trattenere dallo stipendio la somma che devi allo Stato e di versarla a tuo nome. 


    Può capitare che nell’anno precedente tu abbia avuto delle entrate per un lavoro dipendente o assimilabile, ma che il rapporto di lavoro si sia interrotto prima che tu abbia presentato la dichiarazione dei redditi. 



    Puoi presentare il 730 anche in questo caso: assicurati che nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” sia barrata la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto”.

    Perché fare la dichiarazione col modello 730?

    In alcuni casi, la legge esonera dall’obbligo del 730. 


    Ad esempio, se percepisci redditi da lavoro dipendente da un unico sostituto d’imposta e non hai altri redditi potresti non dover presentare il 730 (qui la stiamo facendo semplice, come promesso, ma per l’elenco completo dei casi di esonero ti invitiamo a consultare pagina 6 della guida al 730 fornita dall’Agenzia delle Entrate).

    Tieni presente, però, che fare il 730 può essere vantaggioso anche quando non è obbligatorio.

    Presentando il modello potrai detrarre tutta una serie di spese già sostenute, come quelle sanitarie, scolastiche o universitarie (tue o dei tuoi figli), ed in molti casi ottenere un rimborso.

    Perciò pensaci bene, prima di farti prendere dalla pigrizia!

    In questo articolo abbiamo elencato tutte le spese che puoi dedurre o detrarre.

    Come funziona il 730?

    Il principale vantaggio del 730 è la sua semplicità: non devi fare nessun tipo di calcolo!

    Se vuoi detrarre o dedurre delle spese, ti basterà elencarle quando fai la dichiarazione e conservare i giustificativi (ad esempio: scontrini, fatture, ricevute…) che ti serviranno a documentarle in caso di controlli successivi.

    Una volta presentato il 730, ritroverai la somma che ti spetta o l’addebito dell’importo dovuto allo stato direttamente in busta paga, a partire dal mese di luglio.

    Come va presentato il 730?

    Ci sono diversi modi.

  • Puoi farlo da solo, utilizzando il modello precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul suo sito web. In questo caso dovrai accedere alla tua area privata usando il codice PIN dei servizi telematici (Fisconline), un’identità SPID (Sistema Pubblico dell’Identità Digitale) oppure le credenziali rilasciate dall’INPS;
  • puoi inviarlo tramite il tuo datore di lavoro, nei casi previsti;
  • puoi rivolgerti ad un CAF per la compilazione assistita o ad un commercialista per chiedere che prepari la dichiarazione e la presenti per te.
  • Quali sono le scadenze per la presentazione del 730?

    Le date cambiano di anno in anno. In questa tabella trovi quelle previste per il 2018 .

    Modello 730 precompilato
    Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e modificabile dal 15 aprile 2018. Da inviare entro il 23 luglio 2018
    Modello 730 ordinario
    Da inviare entro il 23 luglio 2018, anche se presentato tramite CAF o intermediari
    Modello 730 tramite sostituto d'imposta
    Da inviare entro il 9 luglio 2018 
(la scadenza ordinaria del 7 luglio cade di sabato!)

    Ultimo, ma non ultimo: quanto costa?

    Dipende!

    Se lo fai da solo, non hai nessun costo da sostenere, a parte le eventuali imposte dovute allo stato.

    Se invece ti fai aiutare da un CAF, il prezzo cambia a seconda del tariffario e della tua fascia di reddito. Di solito non supera un centinaio di Euro.

    Le differenze di prezzo dei commercialisti variano sensibilmente da regione a regione, dalle dimensioni dello studio e dalle scelte dei singoli professionisti. In questo caso, per conoscere l’entità effettiva della spesa dovrai chiedere un preventivo.