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laura
7. Luglio 2020

Nella tua dichiarazione hai indicato un reddito inferiore a quello effettivo, oppure passività più alte di quelle reali? Che l’errore sia intenzionale o meno, per lo Stato hai presentato una dichiarazione infedele.

Le dichiarazioni infedeli sono punibili con sanzioni amministrative o, nei casi più gravi, addirittura con la reclusione.

Vediamo insieme cosa si rischia e quando è possibile regolarizzare la propria posizione.

Indice

  • Quando si può parlare di dichiarazione infedele?
  • La dichiarazione infedele è reato?
  • Dichiarazione infedele, sanzione: quanto costano gli errori?
  • Come sanare la dichiarazione infedele?

Quando si può parlare di dichiarazione infedele?

Una dichiarazione viene considerata infedele se gli errori che contiene fanno sì che il contribuente paghi meno imposte di quelle dovute.

Nello specifico, una dichiarazione infedele è quella in cui è presente almeno uno dei seguenti errori:

  • redditi più bassi di quelli effettivamente percepiti
  • elementi passivi inesistenti.

Gli elementi passivi (o passività) sono gli importi deducibili, ovvero quelli che consentono di ridurre il reddito imponibile. Se non sai come funzionano le deduzioni, trovi informazioni in quest’articolo.

Importante: anche se l’errore non è stato commesso intenzionalmente, la dichiarazione verrà ritenuta infedele e punita come tale.

La dichiarazione infedele è reato?

In circostanze particolarmente gravi, sì: la dichiarazione infedele può sconfinare nel reato penale ed essere punita con la reclusione da uno a tre anni.

Secondo la legge (e in particolare in seguito al decreto legislativo n.158/2015, che ha depenalizzato il reato di dichiarazione infedele di cui all’art.4 del decreto legislativo n.74/2000), sei perseguibile penalmente solo se si verificano entrambe le condizioni che seguono:

  • hai evaso imposte per più di 150 mila euro
  • l’importo complessivo dei redditi che non hai dichiarato supera il 10% dell’ammontare complessivo di quelli indicati in dichiarazione, o comunque è maggiore di 3 milioni di euro.

Se invece l’evasione fiscale accertata rimane al di sotto di queste soglie, la dichiarazione infedele non costituisce reato (e quindi non comporta il rischio di reclusione), ma rimane soggetta alle sanzioni amministrative descritte qui di seguito.

Dichiarazione infedele, sanzione: quanto costano gli errori?

Anche quando non si configura come reato penale, la dichiarazione infedele è soggetta a una sanzione amministrativa, che va:

  • dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta (quella che avresti dovuto pagare dichiarando i redditi effettivamente percepiti)

oppure

  • dal 90% al 180% della differenza del credito utilizzato (ovvero la parte di credito d’imposta di cui beneficeresti illecitamente, per il fatto di aver indicato passività superiori a quelle effettive).

Quando la maggiore imposta o il minor credito sono inferiori al 3 per cento dell’imposta o del credito dichiarati, o comunque inferiori a 30 mila euro, la sanzione si riduce di un terzo ma non potrà comunque essere inferiore a 200 euro (sanzione minima dichiarazione infedele).

Come sanare la dichiarazione infedele?

Per porre rimedio agli errori nella tua dichiarazione dei redditi, puoi fare due cose:

  1. Presentare una dichiarazione integrativa
    La dichiarazione integrativa serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i redditi non dichiarati in precedenza. Viene compilata su un modello aggiuntivo e va presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario stabilito dalla legge per la dichiarazione dei redditi.

    Le scadenze per la dichiarazione dei redditi variano di anno in anno. Trovi quelle previste per il 730 e il modello Redditi Persone Fisiche alla fine di quest’articolo.

  2. Effettuare il ravvedimento operoso
    Il ravvedimento operoso completa il percorso di regolarizzazione iniziato con la dichiarazione integrativa e consiste nel versamento delle somme dovute allo Stato. Se provvedi al ravvedimento operoso, ti verrà riconosciuta una riduzione della sanzione amministrativa.

Attenzione: puoi ricorrere al ravvedimento operoso e beneficiare della sanzione ridotta solo se la violazione non è già stata constatata dall’Agenzia delle Entrate; in altre parole, puoi sanare la tua posizione solo prima che avvengano le verifiche e ispezioni che accerterebbero l’illecito.

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